La Procura di Trani ha disposto approfondimenti sul progetto relativo alla costruzione della vasca di colmata sul lungomare Colonna di Molfetta, attivando la Guardia di Finanza che ha acquisito una serie di documenti. Va detto che al momento non c’è un’indagine in corso, ma la Procura tranese vuole vederci chiaro a seguito di alcuni esposti presentati contro il progetto dal valore complessivo di 12 milioni e 300mila euro (di cui circa sei e mezzo finanziati dalla Regione, e 5 milioni e 700mila euro a carico del comune di Molfetta) voluto dall’ultima amministrazione guidata dall’ex sindaco Tommaso Minervini. L’opera prevede la realizzazione di una vasca lunga 760 metri, e larga quasi 50, destinata a contenere i materiali derivanti dai lavori di escavazione subacquea per il dragaggio dei fondali del porto molfettese. Il tutto nello specchio acqueo antistante il lungomare Marcantonio Colonna, e quindi a ridosso del centro cittadino. Attualmente l’iter progettuale sarebbe in fase avanzata, con la gara d’appalto in dirittura d’arrivo. Ma l’opera negli ultimi mesi è stata particolarmente osteggiata da comitati e associazioni, contrari a quello che sarebbe un cambiamento significativo della costa di Colonna, in quanto molto impattante a livello paesaggistico. A fine marzo il coordinamento per la salvaguardia del lungomare di Molfetta ha presentato ai cittadini le ragioni dell’esposto presentato proprio contro l’opera, sottolineando almeno sei criticità tecnico-economiche sul progetto e chiedendo alle autorità competenti un intervento di sospensione in autotutela per revocare le autorizzazioni già ottenute. A dicembre scorso anche il Forum Molfetta Partecipa aveva espresso dubbi sull’opera nel corso di un incontro pubblico. Ora sarà la Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Trani, a fare maggiore chiarezza.





























