Sorpresi nel sonno, in piena notte. Un incubo reale quello vissuto da un imprenditore e la sua famiglia la notte scorsa, a Molfetta. L’uomo era a letto con sua moglie quando attorno alle 2 un gruppo di banditi ha fatto irruzione nel suo appartamento situato all’interno del residence Le “Mimose”, accanto al Seminario regionale. Ad agire almeno in quattro, tutti a volto coperto, entrati dopo aver forzato una finestra. All’imprenditore, sotto choc, hanno chiesto le chiavi della cassaforte. Tuttavia l’uomo ha risposto che in casa non c’era granché di valore, essendo stato in passato già vittima di altri simili episodi. Il colpo dunque sarebbe riuscito solo parzialmente. I banditi sarebbero fuggiti via con qualche contante presente in quel momento in casa. Le vittime sono state costrette a consegnare anche documenti e chiavi.

La vicenda è stata rilanciata sui social dal senatore Antonio Azzollini, ex sindaco di Molfetta: “Un atto gravissimo – ha scritto -. Questo non può essere archiviato come un fatto isolato. È criminalità che entra nelle case ed è paura che diventa normalità. Molfetta non può rassegnarsi. Questo è un problema strutturale, e come tale va affrontato da chi ha il dovere di farlo. La sicurezza – ha concluso Azzollini – non è uno slogan: è un diritto”.