Gli spari al culmine di una lite o l’agguato maturato a seguito di contrasti negli ambienti dello spaccio. Forse entrambe le cose. Nessuna pista è esclusa dagli inquirenti, al lavoro per ricostruire e trovare un movente all’omicidio di Antony La Forgia, il 23enne ucciso a colpi di pistola, nella notte tra lunedì 15 e martedì 16 giugno, a Molfetta.
Nelle ultime ore, gli investigatori hanno ascoltato amici e conoscenti della vittima, nel tentativo di ricostruire le sue ultime ore di vita. Un aiuto concreto alle indagini potrebbe arrivare, in particolare, dalle dichiarazioni di una ragazza, che ha accompagnato il giovane ferito in ospedale, e che potrebbe essere testimone oculare del delitto.
Si scava anche nel passato di La Forgia, tornato in libertà da circa sei mesi, dopo aver scontato una condanna per reati legati allo spaccio di stupefacenti, commessi quando era ancora minorenne. Era finito all’istituto penale minorile “Fornelli” di Bari, dopo la revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Qui, assieme ad altri “ragazzi difficili”, aveva partecipato ad un progetto dell’associazione Antigone Puglia, dal quale era venuto fuori un videoclip, presente su YouTube, dove lo stesso La Forgia raccontava il suo passato turbolento.
Al vaglio anche i filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza presenti nei pressi del luogo della sparatoria, così come i contenuti pubblicati sui social network, in particolare su Tik Tok, e che potrebbero fornire elementi utili agli investigatori.
Secondo la ricostruzione, l’omicidio si è consumato nella zona di Ponente della città, nei pressi della rotonda che collega via Corrado Salvemini a via Papa Giovanni XXIII. I killer – probabilmente in moto – avrebbero affiancato l’auto con a bordo la vittima, una Renault, per poi aprire il fuoco. Cinque i colpi che hanno raggiunto il 23enne, al corpo e alla testa.
Il giovane sarebbe stato poi accompagnato al Pronto Soccorso dell’ospedale “Don Tonino Bello” da una ragazza (che presumibilmente era in macchina con lui), ma è morto poco dopo il suo arrivo nel nosocomio molfettese. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Trani, è affidata ai Carabinieri, impegnati a ricostruire gli ultimi spostamenti della vittima. Pochi minuti prima dell’agguato, La Forgia sarebbe stato protagonista di un acceso diverbio con alcuni ragazzi, all’esterno di un locale di Molfetta. Un litigio dal quale potrebbe aver avuto origine il delitto. Ipotesi sulle quali, in queste ultime ore, stanno cercando riscontri gli investigatori, in attesa dell’autopsia, il cui incarico, con ogni probabilità, sarà conferito nella giornata di domani.






























