Il futuro della gestione dei rifiuti a Molfetta sembra giunto ad un bivio decisivo, stretto tra scadenze imminenti e i nodi irrisolti di una crisi finanziaria profonda. Con la delibera del 12 ottobre scorso, l’Amministrazione comunale ha ufficialmente avviato l’istruttoria per scegliere il prossimo modello di igiene urbana. Tre le opzioni sul tavolo: confermare l’affidamento alla municipalizzata ASM, transitare definitivamente verso la società d’ambito SANB, oppure optare per una gara pubblica.
Per dirimere la matassa, una determina del 26 ottobre ha istituito una commissione tecnica di alto profilo. I tre esperti individuati sono il dottor Angelo Pedone, dirigente del Comune di Bisceglie per l’area economico-finanziaria; l’ingegner Daniele Carrieri, responsabile a Giovinazzo e già profondo conoscitore delle strutture molfettesi; e il dottor Paolo Diprima, libero professionista con una lunga esperienza nei consorzi di gestione rifiuti in Veneto e Toscana.
Profili adeguati, ma attesi da una vera e propria corsa contro il tempo. Il contratto con ASM scadrà infatti il prossimo 22 dicembre. Sebbene l’atto di Giunta preveda la chiusura dei lavori della commissione entro quindici giorni per consentire al Consiglio comunale di esprimersi a metà novembre, la determina di nomina non esplicita una data di scadenza perentoria. Una chiarezza del calendario operativo che sarebbe invece necessaria, data la complessità della relazione richiesta, che dovrà valutare costi, investimenti e salvaguardia dei lavoratori. Restano da chiarire, inoltre, alcuni dettagli contabili sui compensi della commissione stessa, rimandati a provvedimenti successivi.
La sfida più grande per gli esperti sarà non limitarsi all’ultimo bilancio. A Molfetta le difficoltà di ASM si trascinano da vent’anni, stratificate attraverso stagioni politiche di ogni colore che non hanno mai affrontato nodi cruciali, come la proliferazione dei livelli organizzativi interni. Dal 2019, mentre gli altri Comuni dell’ARO passavano a SANB, Molfetta è andata avanti a colpi di proroghe.
Ora la commissione dovrà fornire i dati per la scelta finale, che resterà in capo al Consiglio comunale. Soltanto i risultati del loro lavoro diranno quanti nodi, gestionali e politici, verranno finalmente al pettine.
