C’è un nuovo arresto per l’agguato costato la vita ad Antony La Forgia, il 22enne ucciso a colpi di pistola, nella notte tra il 15 e il 16 giugno, a Molfetta. I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Maikol Parisi, di 19 anni, accusato di concorso in omicidio aggravato, detenzione e porto illegale di armi in luogo pubblico e violenza privata. Si tratta del secondogenito del 53enne Michele Parisi, detto “Francesin”, già arrestato nel luglio scorso per lo stesso delitto, assieme al 23enne Ilario Camporeale e ad un 16enne.

Sempre nell’ambito delle indagini per questo fatto di sangue, il Tribunale di Trani aveva già disposto l’arresto di un altro maggiorenne, ritenuto responsabile di detenzione e porto in luogo pubblico di arma da sparo.

Secondo l’ipotesi dell’accusa, il giovane indagato “avrebbe fornito un contributo logistico e operativo fondamentale, nelle fasi preparatorie, esecutive e successive al delitto”. In particolare, il 19enne avrebbe accompagnato un complice a prelevare un’auto, una Citroen C4, utilizzata per l’agguato.

Non solo: il ragazzo avrebbe inoltre fornito gli indumenti scuri per il travisamento e, successivamente, trasportato e consegnato materialmente sul luogo del delitto, a bordo di una moto, le due pistole usate per l’omicidio, occupandosi poi del recupero e dell’occultamento delle armi, non ancora ritrovate.

All’indagato è contestato anche il reato di violenza privata, per le minacce e le pressioni fatte su un amico della vittima, usato come esca per attirare il 22enne sul luogo dell’agguato.

Ad incastrare il ragazzo, i filmati registrati da alcune telecamere di sorveglianza, che hanno permesso agli investigatori di ricostruire il grave fatto di sangue. Attirato in una trappola grazie alla telefonata di un amico, La Forgia, arrivato in auto in compagnia di una ragazza, era stato freddato a colpi di pistola. L’omicidio, secondo una delle ipotesi investigative, potrebbe essere maturato a seguito di contrasti legati allo spaccio di droga.