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“La cittadella degli artisti” sarà intitolata a Guglielmo Minervini: la dedica della città di Molfetta

A dieci anni dalla scomparsa del “politico pacifista”

“Che’ dell’amore non si butta niente”: è questa la frase, tratta dalla canzone “Cardiologia” di De Gregori, che la Fondazione Guglielmo Minervini ha scelto come titolo dell’evento tenutosi ieri, presso la Cittadella degli Artisti di Molfetta, per ricordare il politico sognatore e combattente a dieci anni dalla sua prematura scomparsa. Un uomo dai mille volti: insegnante, editore, politico, credente, fautore di una una “politica generativa”: ossia quella politica capace di generare altra politica, futuro e cittadinanza. Ed è questo spirito che la Fondazione ha voluto trasmettere ieri: non una commemorazione, hanno specificato, ma un gesto vivo.

Immancabile, come sempre, la moglie di Guglielmo Minervini, Maria Turtur che, con determinazione e onore, continua ogni giorno a esser baluardo vivo del lascito di un grande uomo, prima ancora che politico.

Tanti i presenti, le figure istituzionali ma, soprattutto, la gente che lo ha conosciuto e ben voluto. Ieri mattina, in Consiglio Regionale, a Bari, un omaggio più formale.

Nel tardo pomeriggio, invece, alla Cittadella degli Artisti, un ricordo fatto di parole, arte e senso di comunità, in un luogo simbolo dell’operato di Minervini, poiché riqualificato grazie al progetto “Bollenti spiriti”, da lui fortemente voluto. È per questo che la città di Molfetta ha deciso di intitolare a lui questo “laboratorio urbano”, con una delibera emessa ieri dalla Giunta e consegnata pubblicamente, tra gli applausi commossi dei presenti, alla moglie di Guglielmo Minervini dal neo Sindaco di Molfetta che, sembra ereditare quella visione.

Damiana Civita

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