Nessuna aula di tribunale potrà mai restituire Davide Farinola alla sua famiglia e ai suoi amici, ma la giustizia ha messo un primo punto fermo su quella drammatica notte del 31 gennaio 2025 a Molfetta. Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Trani, Rossella Volpe, ha ratificato infatti il patteggiamento per colui che investì il sedicenne, provocandone il decesso: due anni di reclusione, con il beneficio della pena sospesa, e un anno di sospensione della patente di guida.
L’imputato, un ventenne di Giovinazzo difeso dall’avvocato Nicola Pasculli, ha scelto di non affrontare il dibattimento in aula, accordandosi con i P.M. Pasquale Festa e Marialetizia Modugno. Una decisione che ha evitato i tempi lunghi di un processo ordinario, davanti alle sette parti civili che si sono costituite in giudizio per chiedere giustizia, assistite dall’avvocato Marcello Magarelli.
Le indagini e le perizie della Procura hanno ricostruito con precisione la dinamica di quella notte maledetta. Il ventenne si trovava alla guida di una Peugeot 207 insieme ad altri tre passeggeri lungo via Terlizzi. Giunto all’altezza dell’incrocio con via Boccardi, il conducente compiva la manovra fatale: una svolta a sinistra non consentita, ignorando il cartello posizionato pochi metri prima che imponeva l’obbligo tassativo di proseguire dritto. Proprio in quell’istante, alle spalle dell’auto, stava sopraggiungendo una Honda SH 125. In sella c’erano due sedicenni: alla guida un amico della vittima, dietro Davide Farinola. Lo scooter viaggiava a una velocità stimata dai periti intorno agli 80 chilometri orari e aveva già iniziato la manovra di sorpasso sulla sinistra. L’auto tagliava la strada al ciclomotore, rendendo l’impatto inevitabile e devastante. Lo scooter si schiantava contro la fiancata anteriore sinistra della vettura. Un urto violentissimo. Davide veniva sbalzato in avanti per diversi metri, volando sopra l’asfalto prima di impattare drammaticamente contro un palo della luce e accasciarsi al suolo. I tentativi di salvarlo in ospedale si rivelarono purtroppo inutili. Davide se n’è andato così, a soli sedici anni, strappato ai suoi sogni di ragazzo e alla sua passione per il calcio, che lo vedeva militare con entusiasmo nelle formazioni giovanili del Molfetta. Una perdita dolorosa che ha lasciato un intero territorio avvolto in un profondo e silenzioso sgomento.




























