Home Cronaca Disastro ambientale nell’area industriale di Molfetta: commissariati i vertici Asi

Disastro ambientale nell’area industriale di Molfetta: commissariati i vertici Asi

L'indagine, coordinata dal Pm Marco Gambardella, punta il dito contro la gestione della rete fognaria

Svolta nell’inchiesta sul presunto disastro ambientale nell’area industriale di Molfetta. Il gip del Tribunale di Trani, Lucia Altamura, ha disposto il commissariamento giudiziario del Consorzio Asi di Bari e della società “Asi spa”. Il provvedimento, eseguito dalla Guardia Costiera con il supporto del Nucleo speciale d’intervento del Comando generale delle Capitanerie di porto, va a sostituire la misura cautelare dell’interdizione dell’attività.

L’indagine, coordinata dal Pm Marco Gambardella, punta il dito contro la gestione della rete fognaria. Secondo l’accusa, l’inquinamento della falda acquifera sarebbe stato causato dallo sversamento delle acque meteoriche di dilavamento dell’intero comprensorio e di reflui industriali immessi nei terreni senza alcuna preventiva depurazione. Le quasi 300 pagine del provvedimento giudiziario delineano un quadro di omissioni sistematiche che durerebbe da molti anni. Secondo i magistrati, il Consorzio avrebbe dovuto richiedere una nuova autorizzazione per lo scarico delle acque di fogna bianca sin dal giugno 2002 (e, in ogni caso, dal 2013). La “Asi spa”, dal canto suo, avrebbe dovuto prendere atto che la rete fognaria bianca gestita dal Consorzio era completamente abusiva, segnalando la gravità della situazione. Agli atti vengono contestati la totale assenza di manutenzione e il mancato blocco delle autorizzazioni agli scarichi, interventi che avrebbero dovuto impedire il recapito diretto dei veleni nelle acque sotterranee. Il terremoto giudiziario ha già azzerato i vertici degli enti coinvolti: la misura scatta, infatti, dopo le dimissioni dei precedenti presidenti del Consorzio Asi Bari e di Asi spa, seguiti da gran parte dei componenti dei rispettivi consigli di amministrazione.

Sul fronte delle responsabilità personali, la Procura aveva inizialmente chiesto l’interrogatorio preventivo finalizzato all’arresto o all’interdizione di tre persone. Per due di loro la richiesta è stata revocata a seguito delle dimissioni. Per il terzo indagato, il dirigente della Città metropolitana Giampiero Di Lella, il gip ha rigettato l’interdizione dopo il suo trasferimento ad altro ufficio disposto dal sindaco di Bari, Vito Leccese. Mentre la Guardia Costiera individua gli attuali rappresentanti legali per notificare gli atti, la gestione passa nelle mani di due commercialisti campani nominati dal Tribunale: Antonio Ricci guiderà il Consorzio Asi, mentre Gaetano Mirabella siederà al vertice di Asi spa. Toccherà a loro avviare la bonifica amministrativa e strutturale di un’area ferita da anni di mancate tutele ambientali.

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