Era partito da Molfetta nel novembre del 2024, portando con sé la speranza di un futuro solido. Vincenzo Ceci, 29 anni, aveva trovato impiego come operaio edile nel Canton Vallese, tra le montagne della Svizzera. Ma quel sogno di dignità si è spezzato tragicamente il 28 febbraio 2025 a Raron, vittima di una devastante esplosione durante l’orario di lavoro.
Oggi, ad un anno di distanza, sulla sua morte cala il silenzio della giustizia elvetica. La Procura del Vallese — la stessa che si occupa della strage di Capodanno a Crans-Montana — ha comunicato il decreto di archiviazione.
Le due persone a carico delle quali era stato avviato un procedimento penale per omicidio colposo, un 60enne albergatore di origini belghe e un 30enne impiegato di banca del posto, proprietari dei garage in cui di fatto è avvenuta l’esplosione fatale, sono stati sollevati da qualsiasi accusa. Nessun colpevole, dunque, nessun responsabile per quella deflagrazione che ha tolto la vita a un giovane lavoratore.
Una decisione definita “sconcertante e frettolosa” dagli avvocati Sergio Altamura e Vittorio Corrado Belgiovine. Secondo i legali della famiglia Ceci, la dinamica ricostruita dagli inquirenti elvetici sarebbe in palese contraddizione con numerosi elementi fattuali e prove fornite dai parenti, che sono anche in possesso di un paio di video realizzati da un collega di Enzo nell’immediatezza dell’esplosione. Documenti che non sarebbero mai stati acquisiti formalmente durante le indagini.
La battaglia per la verità si sposta ora in Italia. La famiglia ha dato mandato ai legali di interpellare la Procura di Roma. Attraverso la nostra emittente, inoltre, i parenti rivolgono un accorato appello alle massime autorità dello Stato: chiedono che i riflettori su questo caso non si spengano e che le istituzioni intervengano per garantire che nessuna pista resti intentata. “La morte di un giovane è sempre inaccettabile”, scrivono gli avvocati, sostenendo la richiesta dell’intera comunità molfettese affinché la parola “fine” non venga scritta prima di aver fatto piena luce su quel tragico venerdì di febbraio dello scorso anno.
