“Stamattina, entrando in Consiglio regionale, ho provato la stessa emozione di quando anni fa ho pronunciato il giuramento di Ippocrate, ‘in scienza e coscienza’. Oggi quell’impegno non cambia: cambia solo il luogo”. Così Felice Spaccavento, consigliere regionale, all’indomani della seduta di insediamento del Consiglio regionale pugliese.
“Porterò in aula l’ingenuità di chi vuole continuare a imparare e la genuinità del medico che sono sempre stato, con due parole guida per questa legislatura: servizio e cura. Parole che ho ritrovato nel discorso di apertura del presidente Antonio Decaro, che ha ricordato a tutti noi, consiglieri di maggioranza e di opposizione, che il mandato ricevuto dai cittadini non è occupare spazi di potere o costruire correnti, ma dare risposte concrete, a partire da ciò che incide davvero sulla vita delle persone, come le liste d’attesa in sanità”.
“C’è poi un altro passaggio che condivido profondamente – prosegue Spaccavento – l’idea che prendersi cura della Puglia significhi connettere persone, territori e istituzioni. È un metodo prima ancora che un programma ed è l’unico modo per tenere insieme crescita economica e giustizia sociale, innovazione e solidarietà. Apprezzo anche la scelta di scendere sul terreno operativo: dalla task force sull’edilizia sanitaria per le Case di Comunità a tutti gli interventi previsti dal PNRR, fino alla necessità di potenziare e integrare la sanità territoriale. È un discorso che non promette scorciatoie, ma indica una strada”.
“Buon lavoro – conclude Spaccavento – anche al Presidente del Consiglio regionale della Puglia. Il richiamo alle parole di Guglielmo Minervini è un invito a un impegno alto e condiviso, da onorare nell’interesse esclusivo della Puglia e dei suoi cittadini”.
