Cala il sipario sull’amministrazione del comune di Molfetta, dove nella giornata di ieri (giovedì 16 ottobre) 13 consiglieri comunali hanno firmato le dimissioni contestuali che hanno messo la parola fine all’era Tommaso Minervini. Non esattamente un fulmine a ciel sereno: negli ultimi mesi infatti la politica molfettese stava vivendo momenti complessi anche dal punto di vista amministrativo. Il sindaco Minervini il 4 giugno scorso è finito agli arresti domiciliari perché coinvolto in un procedimento giudiziario per presunti favori in cambio di sostegno elettorale, misura poi sostituita dal divieto di avvicinamento al comune. Il primo cittadino è stato prima sospeso per un anno dall’esercizio di pubblico ufficio su decisione del tribunale del riesame, poi sospeso di conseguenza anche dalla carica di sindaco dal Prefetto di Bari. Sino ad ora la guida dell’ente era nelle mani del vice sindaco Nicola Piergiovanni. Le dimissioni dei tredici consiglieri rappresentano un atto politico che sancisce la fine anticipata al secondo mandato consecutivo da sindaco ottenuto da Minervini a giugno 2022, quando Molfetta è andata alle urne l’ultima volta. A dimettersi sono stati 10 consiglieri di opposizione di destra e sinistra: Annamaria Gagliardi, Felice Spaccavento, Girolamo Lanza, Giovanni Infante, Domenico Gagliardi, Gabriella Azzollini, Alberto d’Amato, Pietro Mastropasqua, Mauro Binetti e Ippolita Germinario. Alle loro firme si sono aggiunte quelle dei consiglieri di maggioranza Maridda Poli, Antonia Crocifero e del presidente del consiglio comunale Robert Amato. A luglio scorso la maggioranza aveva respinto una mozione di sfiducia dell’opposizione. Ora la svolta che apre la strada del commissariamento ed al ritorno alle urne dei cittadini molfettesi nella primavera del prossimo anno per eleggere la nuova amministrazione.





























