Dopo alcune settimane di attesa è giunta la decisione del gip Marina Chiddo a seguito dell’interrogatorio preventivo (del 2 maggio scorso) a cui erano state sottoposte 8 persone per l’inchiesta della Guardia di Finanza su appalti e favori nell’ambito delle elezioni amministrative del 2022.

Il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, è finito ai domiciliari.

L’ordinanza cautelare ha disposto i domiciliari anche per la dirigente Lidia De Leonardis, mentre un anno di interdizione è stata comminata ai dirigenti comunali Alessandro Binetti,  Domenico Satalino e ad un ex luogotenente della Finanza, Michele Pizzo.

Divieto di contrarre per un anno all’imprenditore portuale Vito Leonardo Totorizzo. La Procura aveva revocato la richiesta nei confronti dell’ex autista del sindaco, Tommaso Messina, nel frattempo era andato in pensione.

Nei confronti di Minervini, il gip Chiddo ha riconosciuto la sussistenza dei gravi indizi per tutte le contestazioni, eccetto quella relativa alle nomine di due esponenti politici nella Multiservizi. Le accuse formulate dai pm Francesco Aiello, Marco Gambardella e Francesco Tosto, a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità sono di corruzione, turbativa d’asta, peculato e falso per 21 ipotesi di reato (non per tutte era stata richiesta la misura cautelare). Il fulcro dell’indagine è il nuovo porto commerciale di Molfetta, già oggetto di un’inchiesta per corruzione nel frattempo approdata a processo.