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“La malattia dell’ostrica” di e con Claudio Morici in scena nel Chiostro San Domenico

Domani, alle 21.30, nell'ambito del Festival "Trame Contemporanee"

Il Festival Trame Contemporanee continua domani, alle 21.30, nel Chiostro San Domenico di Molfetta, con “La malattia dell’ostrica”, prodotto dal Teatro Metastasio di Prato, nuovo spettacolo dello scrittore, attore e videomaker Claudio Morici, già protagonista in tv da Italia’s Got Talent a Propaganda Live (è anche voce principale del podcast “Willy, una storia di ragazzi” e da due anni cura una rubrica video su PlayBooks, il programma sui libri di Rai Play), alle prese con la follia degli scrittori. Hanno subito guerre mondiali, miseria, traumi infantili, hanno avuto genitori terribili, come minimo un paio di grandi amori non corrisposti. Gente che sta malissimo, insomma.

Ne trova conferma anche nella letteratura scientifica: percentuali di suicidio altissime, ricoveri superiori alla media, disturbo bipolare quasi sicuro, alcolismo diffusissimo. Il problema è che Claudio, scrittore anche lui, ha un figlio di 4 anni che manifesta già velleità autoriali. Che fare? Come comportarsi?  Non ha dubbi: vietare l’utilizzo della penna! Censurare la poesia! Ma soprattutto lottare in incognito contro un sistema educativo che obbliga milioni di bambini e adolescenti, a leggere il pensiero, la filosofia, il flusso di coscienza di persone che, vuoi o non vuoi, erano gravemente disturbate.

Ed è proprio sulle vite di questi scrittori che Claudio, durante tutto lo spettacolo, interviene con rapide e significative schede biografiche. Cesare Pavese che si è imbottito di farmaci in una squallida stanzetta d’albergo torinese. Di Emilio Salgari che si è sventrato con un coltello da cucina. Psicotici come Campana, paranoici come Gadda, narcisisti come Gabriele D’annunzio. Giovanni Pascoli è morto di cirrosi epatica: il “fanciullino” era un alcolista cronico che veniva raccattato per strada.

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Trame Contemporanee, con la direzione artistica di Marianna de Pinto e Marco Grossi, proseguirà, alla Cittadella degli Artisti, l’8 giugno, alle 21, ci con le riflessioni sulla società e sulla politica italiana di “Un giorno come un altro”, spettacolo scritto e diretto da uno degli autori di Boris, Giacomo Ciarrapico, con due degli interpreti della serie di culto, Luca Amorosino e Carlo De Ruggieri. Un seggio elettorale nel giorno in cui Godot sono gli italiani e l’astensione raggiunge livelli quasi assoluti. Due scrutatori, tra loro sconosciuti, costretti ad una convivenza forzata e ad una reciproca mal sopportazione. La serata proseguirà con un dj set a cura di Fabio Ricciuti e Marco Cassanelli.

Il 9 giugno, alle 20, al Teatro Babilonia, andrà in scena “Linkedìm” di Sal Modugno, studio teatrale, a cura della Compagnia Anomalia in coproduzione con Compagnia Malalingua, sulle incertezze dei giovani italiani e sul loro rapporto con il mondo del lavoro segnato da incertezza, claustrofobia, attesa e con il sarcasmo come unica arma di difesa.

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