«Il blocco totale dei lavori, il derivante aumento dei costi, una situazione procedurale amministrativa da far tremare i polsi a chiunque. Ora siamo alla vigilia dell’ultima fase dei lavori del nuovo porto con l’aggiudicazione del completamento delle opere foranee. La piena operatività è davvero vicina se tutte le Istituzioni comprenderanno l’importanza strategica, economica, sociale dell’opera e l’enorme sacrificio politico, amministrativo, finanziario e umano sin qui fatto per questa opera».

Così il Sindaco, Tommaso Minervini, all’indomani dell’aggiudicazione al Consorzio “Build” di Roma, per un totale di 8 milioni e 500 mila euro, di tutte le opere che porteranno al completamento del nuovo molo.

Nelle prossime settimane ci sarà la firma tra il consorzio romano e l’Ufficio Contratti e Appalti del Comune di Molfetta. Poi 240 giorni per i lavori, tempi burocratici e bizzarrie permettendo.

«Questa Amministrazione – aveva affermato a settembre dello scorso anno Minervini – sta recuperando ritardi storici, sociali e di programmazione. Procediamo su più fronti per giungere alla fruibilità e alla completa realizzazione anche del nuovo porto commerciale, un vero gioiello per tutto il sud Italia».

Proprio a settembre del 2023 la massima assise cittadina, a maggioranza, ha deliberato quanto richiesto dal Provveditorato interregionale l’intervento relativo alla realizzazione di una rotatoria di accesso al nuovo porto commerciale con uno specifico atto deliberativo.

Di fatto i lavori al nuovo porto non si sono mai fermati dal 29 gennaio del 2020, giorno in cui sono ripresi. Dopo oltre 2.300 giorni di fermo.

«Dal primo giorno del mio insediamento – continua il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini – abbiamo lavorato e abbiamo assunto grandi responsabilità, insieme ai nostri Dirigenti, per ripristinare un procedimento trasparente che consentisse la ripresa dei lavori. Ci siamo fatti carico di responsabilità importanti con equilibrio e buon senso. Avevamo l’obbligo morale ed amministrativo di risolvere un problema che ha inciso la carne viva di questa città».