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Il “porta a porta” è ideologico, costoso e insostenibile

Il “porta a porta” è ideologico, costoso e insostenibile

Molfetta farebbe meglio a cambiarlo subito anche perchè superato da nuove tecnologie

 Cumuli di sacchetti nei pressi di Lama Scotella

Inutile girarci intorno. Il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti “porta a porta” è ideologico, costoso e insostenibile. Molfetta farebbe meglio a cambiarlo subito. I cittadini hanno già ampiamente dimostrato, con i tantissimi interventi e foto postate sui social, una palese contrarietà alla metodologia del «porta a porta», perché inutile, costosa, scomoda, poco igienica e, soprattutto, ampiamente superata.

Le frequenti soste dei cittadini presso i cassonetti ancora presenti in città, per depositare i rifiuti, indica, più chiaramente di un referendum, che la scelta è diffusamente contestata, e l’aumento di sacchetti abbandonati ai bordi delle strade pressoché in tutti i quartieri della città conferma che la soluzione non solo è sgradita, ma comporterà ulteriori spese per aumentare la sorveglianza, in una grottesca partita a «guardie e ladri». La città tutta è tremendamente zozza da mesi, per non parlare dei cumuli di rifiuti che circondano tutte le aree periurbane della città.

Gran parte dei molfettesi sono stati costretti a trasformarsi in netturbini, impazzendo tra mastelli, buste colorate, orari e giorni del calendario di conferimento. E come se non bastasse, l’intero sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti costa enormemente di più rispetto a quello della raccolta stradale (ma non lo dicono ancora).

sacchetti si spazzatura su via Aldo Fontana 1
Cumuli di sacchetti su via Alto Fontana         

Questo sistema, questo complicatissimo sistema, non ha portato maggior pulizia in città, non ha portato a sensibili incrementi della percentuale di rifiuto differenziato raccolto, rispetto al passato e, soprattutto, non porterà a nessun risparmio per i contribuenti, questo è certo (ma non lo dicono ancora). Vi è di più. Il metodo della raccolta dei rifiuti «porta a porta» è già superato: non solo esiste in Australia, in Usa e in Israele un sistema alternativo che già dà risultati eccellenti, ma anche il nostro Cnr, finanziato con le nostre tasse, ha realizzato un progetto in Sicilia che dà già buoni risultati. Tale tecnologia consiste in un trattamento meccanico-biologico dei rifiuti ovvero una digestione anaerobica «personalizzata» per l’accettazione in ingresso di Rur (Rifiuti Urbani Residui) non trattati.

              Cumuli di sacchetti a Rione Paradiso

Il vantaggio e l’aspetto positivo di questo processo è che tratta rifiuti indifferenziati, quindi risolvendo la questione a monte. Questo procedimento consente, inoltre, di recuperare gran parte dei materiali riciclabili come i metalli ferrosi e non ferrosi, la plastica (Hdpe, Pet e pellicola) e il vetro. Permette inoltre di produrre fertilizzanti e biogas, che è una fonte di energia alternativa pulita. Mentre, per il trattamento dei rifiuti, le discariche utilizzano la terra e i termovalorizzatori (o inceneritori) il fuoco, il concetto assolutamente innovativo di questo processo, è che utilizza l’acqua.

I vantaggi di questa tecnologia sono innumerevoli. Prima di tutto, non è necessario differenziare a monte, e tuttavia questo metodo consente di recuperare l’80-90% dei materiali riciclabili (95% dei metalli ferrosi, 85% dei metalli non ferrosi, 85% della plastica, il 90% del vetro). Produce biogas, utile per ottenere energia elettrica (per alimentare lo stesso impianto, ad esempio) o come carburante pulito al posto dei carburanti fossili altamente inquinanti. Non produce cattivi odori, micro particelle, diossina, né alcun tipo di elemento inquinante per l’aria, l’acqua e il suolo. I costi rispetto ad altri metodi sono senz’altro inferiori (solo il deposito in discarica è più economico ma è inutile sottolinearne il differente rapporto costo/efficacia). Del resto, se scozzesi ed ebrei sono stati i primi ad utilizzare questo metodo… ci sarà un motivo!

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