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La stupida crociata contro i fruttivendoli

La stupida crociata contro i fruttivendoli

Il vero problema è l’assenza di programmazione e regolamentazione del settore non l’ambulantato

Palermo è una città di mercati di strada
    Palermo è una città di mercati di strada

A Molfetta la guerra agli ambulanti, sembra mettersi in moto ciclicamente attraverso forme di eccitazione morbosa. La cronistoria parte da lontano, ma resta ancora in attesa di quei risultati che la libido perversa, innescata da qualche mezza tacca (perché le guerre, quelle vere, si fanno contro la criminalità organizzata, gli autori dei crimini, non contro chi tenta di sopravvivere nei modi più prossimi alla legalità), arrivi ad essere pienamente soddisfatta.

Nelle repressioni, si parte sempre dai più deboli, dalle piccole infrazioni e poi generalmente ci si ferma a quelle, soprattutto quando la reale intenzione non è il ripristino della legalità in tutte le sue forme, ma solo la propaganda politica più becera e meschina che ci sia, quella fatta sulla pelle di umili lavoratori.

In questi bulli della pseudo legalità attuata manu militari contro i poveri venditori di sopravvivenza, la comprensione umana della miseria equivale a zero. Continua ad imporsi imperterrita, cieca e desolante, l’idea dello sterminio commerciale degli ambulanti che non hanno altro modo di sopravvivere più prossimo alla legalità che il piccolo commercio ambulante.

Torino mercato delle pulci
Torino mercato delle pulci               

La Guerra al crimine, si è tradotta da tempo nella guerra al povero venditore di ciliege, di lumache o di piccoli oggetti di uso quotidiano, che sebbene di bassa qualità, sono molto apprezzati da chi vuole risparmiare qualche euro, perché vi è veramente la necessita di risparmiare su tutto, nel ceto popolare, oltre che di sopravvivere, da parte dei piccoli venditori di qualcosa, dei piccoli sopravvissuti a questa che a tutti gli effetti si è caratterizzata come una vera e propria economia di guerra…

Con un fare velleitario, facinoroso e bellicoso, si documentano foto ad orari degli spazi, delle zone a pagamento utilizzate “abusivamente da esercizi alimentari e ambulanti” con l’obiettivo ossessionante di obbligare al micro-combattimento, alla micro-repressione. La repressione cieca, come è noto, non porta da nessuna parte ed è sempre stata la politica delle destre reazionarie (non di quelle sociali). Che sia diventata poi il chiodo fisso di certi soggetti di sinistra è cosa a dir poco scandalosa. I comunisti di una volta, sapevano bene da che parte stare. Avrebbero poi contribuito a regolamentare, per tutelare innanzitutto i lavoratori e le loro piccole economie.

Milano città di mercati
Milano città di mercati

L’aristocrazia spocchiosa, pidocchiosa, antipatica e con la puzzetta sotto il naso, che diventa tale grazie alla compravendita delle preferenze in campagna elettorale, che non conosce colore politico (ci sarebbe molto da dire “in tema”, altro che illegalità dei fruttivendoli), bellicosa e schizzinosa, soprattutto nei confronti della povera gente, si veste di rosso. La cieca repressione, tra l’altro, se non accompagnata da idee, programmazioni e progetti, su come risolvere realmente queste situazioni, ha sempre fallito.

L’istinto di sopravvivenza di tante persone, di tante famiglie, prevarrà, senza valide alternative, senza spazi mercatali adeguati. L’irruzione oggi nella legittima e legale sopravvivenza, senza valide alternative, proposte, progetti, programmazioni è cosa sbagliatissima. Tra l’altro se chi la attua ha già dato segnali di non completa linearità politica (per non dire altro), allora queste manifestazioni si vestono anche di palese ipocrisia.

Da secoli, l’area del porto di Molfetta si caratterizza come zona di traffici, di scambio di merce, di vendita di prodotti ittici appena pescati. Questo assedio continuo, nel mentre i commercianti (benzinai, tabaccai, farmacisti… ecc), sono vittime nel quotidiano dei delinquenti autentici, come tutte le medaglie, ha il suo risvolto… in questo teatro della miseria umana, gli attori e le comparse non sono certo i poveri lavoratori che devono portare a casa il pane per i loro figli, ma sono altri…

La prevenzione si attua con la seria programmazione. Si diano alternative, si programmino soluzioni, si riaprano le vecchie e storiche aree mercatali, si rivitalizzino sul serio i quartieri con gli antichi commerci. Fare tende dell’accoglienza per quelli che vengono da fuori, ma reprimere quelli che da 20 anni stanno a Molfetta a commerciare le loro piccole mercanzie senza aver mai dato fastidio a nessuno, non è cosa che possa essere annoverata nel campo della razionalità. Ma è inutile proseguire oltre… Le dinamiche in questi ultimi anni non sono state affatto razionali… Si può solo sperare in una politica più a misura d’uomo, dell’uomo che vive la città, le sue esperienze autentiche, che conosce la sua storia, la sua vera storia senza avere la presunzione di riscriverla secondo i rigidi paradigmi (rectius: paraocchi) imposti dal proprio assurdo e anacronistico credo politico.

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